Dragon Ball, Code Geass, Death Note: tre anime che in italiano non solo reggono il confronto con il doppiaggio giapponese originale, ma in certi casi lo superano. Lo sappiamo, sembra un’eresia. Ma prima di alzare i forconi, leggete fino in fondo.
Il dibattito sub ITA è vecchio quanto internet. Da una parte i puristi del giapponese, convinti — spesso a ragione — che il doppiaggio originale sia insuperabile. Dall’altra chi, cresciuto a pane e Mediaset, ha imparato ad amare certi anime proprio grazie alle voci italiane. In mezzo? Una terra di nessuno fatta di adattamenti imbarazzanti e tradimenti narrativi che farebbero venire voglia di spegnere tutto. Eppure, in questo oceano di mediocrità doppiagistica, esistono delle vere perle. Eccole, in ordine crescente.
Dragon Ball in italiano: il doppiaggio che ha formato intere generazioni
Dragon Ball è, di fatto, la porta d’ingresso al mondo degli anime per milioni di italiani. Trasmesso a partire dagli anni ’90 su Mediaset, ha formato il gusto e la sensibilità di un’intera generazione che oggi si definisce appassionata del medium giapponese. E qui sta il punto: siamo così abituati a sentirlo in italiano che qualsiasi altra versione suonerebbe strana, quasi sbagliata.
Il doppiaggio italiano di Dragon Ball non è tecnicamente impeccabile — e l’anime stesso non brilla certo per la complessità dei dialoghi — ma funziona. È caldo, familiare, iconico. È casa. Merita la terza posizione come una menzione speciale al titolo che ci ha introdotti in questo mondo meraviglioso e caotico.
Code Geass doppiato in italiano: quando i dialoghi complessi funzionano meglio senza sottotitoli
Qui la cosa si fa interessante. Code Geass è un anime ricco di dialoghi articolati, strategie politiche, colpi di scena e monologhi interiori che richiedono un’attenzione costante. Ed è proprio per questo che la versione italiana funziona così bene: ascoltare è molto più comodo che seguire i sottotitoli quando sullo schermo sta accadendo di tutto contemporaneamente.
C’è anche una regola non scritta nel mondo del doppiaggio anime: i titoli datati si adattano meglio alla tradizione del doppiaggio italiano. La serie originale è del 2006, e il ritmo narrativo, la recitazione e il tono generale sembrano cuciti addosso alla scuola nostrana. Nessuna voce stona, nessun personaggio fa venire i brividi nel senso sbagliato del termine. Tutto fila. Secondo posto meritatissimo.
Death Note in italiano è il miglior doppiaggio anime mai realizzato in Italia
Ed eccoci al re indiscusso. Death Note in italiano è, senza mezzi termini, qualcosa di straordinario. Definirlo semplicemente “buono” sarebbe riduttivo. È il Game of Thrones degli anime doppiati: epico, coinvolgente, impossibile da abbandonare — e nella versione italiana non perde nulla, anzi guadagna qualcosa di difficile da spiegare razionalmente.
La prova è nei fatti: la maggior parte delle persone che hanno visto Death Note lo ha guardato almeno una volta in italiano. E chi ha fatto il rewatch spesso ha scelto proprio il doppiaggio, per un motivo preciso: quando conosci già la trama, non sei costretto a fissare i sottotitoli e puoi semplicemente goderti lo spettacolo. E Death Note, in italiano, è spettacolo puro.
È anche l’anime perfetto da consigliare a chi non ha ancora iniziato a guardare anime e ha un’allergia cronica ai sottotitoli. Non è il classico shonen fatto di urla e trasformazioni: è un thriller psicologico serrato, adulto, oscuro. Cominci con Death Note doppiato e finisci per guardarti titoli di ogni genere con i sottotitoli senza nemmeno accorgertene.
Il doppiaggio anime in Italia tra disastri storici e capolavori inaspettati
Sarebbe disonesto non ammettere che il panorama del doppiaggio anime in Italia è estremamente disomogeneo. Ci sono lavori aberranti, adattamenti che tradiscono lo spirito originale, voci che non convincono affatto. Kiseiju, ad esempio, presenta personaggi praticamente inascoltabili nella versione italiana. Tokyo Ghoul, pur con un doppiaggio non del tutto disprezzabile, porta con sé il peso di una trama che delude nel finale — e questo penalizza l’intera esperienza.
Ma quando il doppiaggio italiano centra il bersaglio, lo fa in grande stile. Dragon Ball, Code Geass e Death Note sono la dimostrazione concreta che il doppiaggio nostrano, nelle sue vette migliori, può reggere il confronto con l’originale giapponese. Quindi la prossima volta che qualcuno vi dice che guardare gli anime in italiano è automaticamente una scelta sbagliata, ricordategli che Light Yagami in italiano è assolutamente letale. E non è un complimento da poco.
Indice dei contenuti
